sabato 3 gennaio 2015

CONTATTI SENSIBILI: PELLE INTOLLERANTE O ALLERGICA?



Quasi una piccola epidemia: le intolleranze della pelle sono in costante aumento, tanto da interessare ormai circa il 10% della popolazione (con un rapporto 2 a 1 fra donne e uomini). Così, sono diventate un “sorvegliato speciale” dalle industrie cosmetiche, che prontamente si sono adeguate agli studi scientifici in materia e alle direttive europee. Il problema è che per una predisposizione individuale, o perché si soffre di una dermatosi persistente o per altre cause, incluse le ripetute aggressioni ambientali (sbalzi di temperatura, smog, per esempio),  si possono sviluppare irritazioni anche  verso sostanze  ritenute sicure, soprattutto se la pelle è pure sensibile. Ecco perché le attenzioni per prevenire rossori, pruriti, bruciori e addirittura le “bollicine”  sulla pelle non bastano mai. Ecco una mini-guida alla beauty routine … molto “tollerante”.

PROFUMI
Sono tra i cosmetici a maggior rischio di scatenare reazione della pelle, poichè possono contenere una o più delle 26 sostanze, sintetiche o naturali, come oli essenziali e altri aromi e alcol, che sono state riconosciute dall'Unione Europea come tra quelle maggiormente allergizzanti. L'obbligo di riportarle in etichetta, però, scatta solo quando la loro concentrazione supera i limiti di soglia segnalati dal Comitato Scientifico dell'UE e previsti dalla elgge europea, cioè superiori  100 ppm (parti per milione) per i prodotti a risciacquo e a 10 ppm per gli altri. Per questo, non si può escludere completamente a priori che un profumo non scateni una dermatite, seppur lieve, a causa della presenza di una quantità anche minima di queste o altre sostanze: la reazione, infatti, è sempre una questione individuale. 
Soluzioni. Meglio non cambiare spesso fragranza e non spruzzare o applicare il profumo nelle zone con la pelle naturalmente  più sensibile: décolleté, ascelle, inguine.  No anche all’eau de parfum o de toilette subito dopo un bagno o una doccia calda, ma aspettare che la temperatura corporea torni a valori di normalità, perché in questa fase  l’alcol può sensibilizzare la pelle. Mai profumarsi prima di esporsi a qualsiasi fonte di calore (sauna, per esempio) e di luce artificiale e naturale diretta  (lettini abbronzanti, campi da sci e, d’estate, in spiaggia): sono situazioni che facilitano la trasformazione di sostanze aromatiche da innocue a potenziali allergeni.

MAKE UP
Fondotinta e ombretti possono contenere alcuni conservanti (come i BHA), derivati siliconici,  filtri solari (paba) e pigmenti  che possono, anche se non frequentemente, indurre qualche problema. Tra i maggiori allergizzanti c'è il nickel, che però non è un ingrediente cosmetico (è vietato) ma un inquinante che può casualmente entrare a far parte dei cosmetici durante le fasi sella sua produzione. Fondamentale in ogni caso, è la qualità del prodotto che, se ben formulato e controllato, non contiene percentuali significative di queste sostanze.
Soluzioni. Meglio alternare gli ombretti nelle nuance più chiare a quelle più scure, soprattutto ai viola e ai neri, che contengono  pigmenti potenzialmente irritanti in maggiore concentrazione, e preferire i make up naturali e/o certificati biologici. Ma se la  pelle è  intollerante o addirittura allergica, non basta che il make up sia “naturale” e/o sicuro. Più opportuno è  orientarsi verso i trucchi privi di profumi e testati contro le allergie.  Con la pelle  sensibile meglio  utilizzare ombretti in crema, perché quelli in polvere tendono a disidratare  e a scatenare così più facilmente le reazioni.

CREME E PRODOTTI DETERGENTI
CI sono alcuni ingredienti di creme per viso e corpo e detergenti (saponi, bagnoschiuma, shampoo) che, sebbene sicuri,  più di altri possono scatenare l’eccessiva reattività delle pelli predisposte, come  le paraffine (anche se ormai sono scarsamente utilizzate), la lanolina, alcuni acrilati e filtri solari come il benzofenone. Altre  sostanze a rischio d'irritazioni sono alcuni conservanti, come il kathon, se contenuti in quantità eccessive. In chi è predisposto, possono scatenarsi reazioni anche dal contatto con i coloranti e con alcuni tensioattivi schiumogeni.
Soluzioni. Preferire i detergenti privi o con pochissimi tensioattivi e le creme  senza coloranti e profumo, nonché “minimal”, ossia con una gamma ristretta d’ingredienti. Meglio la doccia del  bagno, perchè richiede un contatto meno prolungato con l’acqua, che può ulteriormente sensibilizzare la pelle per l’eccessiva durezza o la presenza di residui di cloro. Utilizzare un olio detergente, più indicato a ripristinare il film idrolipidico, e detergenti ricchi di emollienti, come l’avena colloidale. Per la pulizia del  viso, sono da evitare i saponi a risciacquo, troppo aggressivi: meglio latte detergente e tonico non alcolico.

INTOLLERANTE O ALLERGICA? ECCO LE DIFFERENZE
Attenzione a non confondere la pelle allergica con quella sensibile o intollerante.
·        L’allergia  provoca rossori diffusi ed estesi un po’ a tutta la pelle del corpo, che “scattano”  solo al contatto con una o più sostanze precise e che mette in allerta anche il sistema immunitario dell’organismo, con produzione di cellule sensibilizzate alla sostanza ritenuta allergizzante dall’organismo.
·       L’intolleranza insorge dopo ripetuta esposizione a diverse molecole dotate di un’attività chimicamente aggressiva nei confronti della pelle. “catena pruriti e rossori solo nella zona che entra direttamente in contatto con gli ingredienti non “graditi” dalla propria epidermide. E non provoca una reazione immunitaria nell’organismo.
·       La pelle sensibile soffre per una diminuzione delle funzioni barriera, in particolare dei componenti, come le ceramidi, che impermeabilizzano lo strato corneo, la parte superficiale della cute. Così, le sostanze  irritanti possono esercitare con più facilità un’azione aggressiva: per questo la pelle sensibile è “l’anticamera” delle intolleranze o delle  allergie da contatto.


I TEST PER SCOPRIRE I DIVERSI GRADI DI REATTIVITA' DELLA PELLE
Pelle sensibile, intollerante o allergica: come fugare i dubbi?
·       Una diagnosi precisa si fa dal dermatologo, anche con il supporto di specifici test. Tra l’altro,  l’università svedese di Gothenburg ha ideato un’innovativa tecnica di spettrofotometria di massa per scoprire i composti profumati che, anche se in quantità infinitesimali, possono scatenare allergie ai profumi. In attesa che questo metodo diventi di uso comune, ecco cosa abbiamo attualmente a  disposizione per scoprire i “nemici” della pelle.
TEST "FAI DA TE". Una versione “casalinga” per testare la reattività a un cosmetico (da fare sempre prima di usarne uno nuovo): applicare un po’ del prodotto nell’incavo del gomito o dietro l’orecchio. Se nel giro di un’ora la zona si arrossa, il cosmetico è da evitare.
- Test "Stinging". Si effettua dal dermatologo per stabilire, nel dubbio, se una pelle è sensibile. Si applica su due piccole zone della cute, in genere sulle guance, dell’acido lattico e dopo qualche minuto si osserva la reazione sulla pelle e si fa esprimere alla persona le sensazioni percepite dal contatto con la sostanza.
- Patch test.  Si esegue in caso di sospetta allergia tenendo sulla pelle un cerottino contenente minime quantità delle sostanze allergizzanti più comuni. Dopo 2-3 giorni si osserva la reazione (nei centri allergologici).  

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