giovedì 20 novembre 2014

RED POWER, RED LIPS



Il rosso? Una nuance che s’impone. Cattura gli sguardi, evoca:  passione, azione, energia, amore, forza, calore. Ed è sicuramente un colore eccitante, non solo per l'ovvia connotazione sessuale, ma  perchè è dimostrato scientificamente che stimola indirettamente il sistema nervoso centrale, aumentando il battito cardiaco e la pressione. E' anche il colore che in fisica batte tutti i primati: ha la frequenza minore e, di conseguenza, la lunghezza d'onda più lunga (tra 630 e 760 nanometri), ed è il primo che compare in alto, nell'arcobaleno. Anche nella moda e nel make up il rosso s'impone, rinnovandosi in tutte le stagioni: versatile, sensuale, aggressivo, sta bene a tutte. L'importante è esibirlo con nonchalance, con la naturalezza di chi si sente nella...lunghezza d'onda giusta per non passare inosservata. Unico, possibile "effetto collaterale": inimicarsi le altre donne. Proprio perchè considerate più attraenti dagli uomini, come dimostrato da diverse indagini, le "woman in red" sono giudicate meno affidabili e a caccia di flirt dalle coetanee. Così hanno sentenziato tre curiosi esperimenti condotti dall'Università di Rochester e dalla Slovak Academy of Science, pubblicati su Personality and social psychology bulletin. 


Terry Richardson_Lips Like Sugar
Red lips.
Labbra rosse per sedurre, per incantare, per soggiogare con un fascino e un sex appeal irresistibili: se i diamanti sono i migliori amici di ogni ragazza, il rossetto rosso, molto più democratico, è il suo fidato atout, inseparabile.
Scarlatto, burgundy, vermiglio, aranciato, violaceo:  il rosso consente di vestire le labbra con infinite variazioni e ogni donna può scegliere quella più adatta alle sue caratteristiche, oltre che all’umore. Ma mentre il rosso puro, quello Valentino, sta bene a tutte, i rossi aranciati o scarlatti vestono bene solo le carnagioni dorate, come quella di Scarlett Johansson, mentre i rossi violacei, burgundy e bordeaux si accostano meglio a carnagioni bianche e in contrasto con capelli castano scuro o nero corvino, come Dita Von Teese, oppure a incarnati scuri e olivastri, come quelli di Maria Grazia Cucinotta. Ma per un risultato très chic, sofisticato e intrigante, con labbra così importanti come quelle vestite di rosso, il resto del make up deve giocarsi sull'essenzialità. Ombretti in toni neutri, eventualmente spruzzati d'oro, tanto mascara per dare intensità allo sguardo o una linea di eyliner. E come finish, un blush rosato o color pesca, secondo l’incarnato.


Photo by Miles Aldridge

Come si applica il rossetto.  Prima si stende un prodotto idratante, poi si disegna il contorno labbra con la matita, quindi si applica il prodotto con il pennellino.
Dopo, per un effetto ultra-mat si può tamponare poca cipria, mentre per una bocca più carnosa si può applicare  una punta di lucidalabbra al centro delle labbra.
Se il rossetto è indossato con smoky eyes, invece, meglio un effetto ultra soft ottenuto, per esempio, prelevando un po’ di colore con le dita e picchiettando sulle labbra.


Photo by Miles Aldridge


Quali colori scegliere.
Labbra importanti:  meglio i colori opachi, mat, non perlati.
Labbra sottili e regolari: adatte le tonalità accese che danno rilievo, per esempio le nuance brillanti dei rosso corallo, degli arancio, dei bordeaux.
Labbra poco evidenti ma imperfette: meglio rossetti satinati e quelli meno carichi di pigmenti,  come le tonalità neutre e rosate.

venerdì 5 settembre 2014

SOLO PER I TUOI OCCHI




Gioia, rancore, tristezza, felicità: bastano gli occhi per esprimere tutte, ma proprio tutte le emozioni. Tanto ammaliante, lo sguardo, quanto vulnerabile alla stanchezza, al fumo e alla cattiva alimentazione, che lasciano il segno con occhiaie e gonfiori fin dalla giovanissima età. E, oltretutto, estremamente suscettibile all’invecchiamento,  che superati gli anta, offusca la bellezza degli occhi con rughette e zampe di gallina. Colpa della  pelle del contorno  sottilissima perché priva di derma e in più soggetta  allo stress meccanico della mimica facciale, che influisce sui depositi di collagene. Per mantenere occhi luminosi e sguardo seduttivo, fondamentale la beauty routine: al mattino, preferire emulsioni o gel dedicati con attivi idratanti e antiage, come i peptidi che,  ricaricando di energia le cellule cutanee  e stimolando la  fibronectina, migliorano elasticità e turgore della cute e dotati di  filtri UVA adeguati alla situazione. Indispensabile  indossare gli occhiali da sole anche in inverno, in città. La sera,  di rigore l’operazione strucco: aiuta il rinnovamento delle cellule cutanee e rimuove smog e altri agenti nocivi che accelerano l’aging. Senza dimenticare che i pigmenti degli ombretti, a lungo andare, possono scatenare dermatiti da contatto e non si possono escludere, nella peggiore delle ipotesi, congiuntiviti da mascara.

STRATEGIE "ANTIGONFIORE"
Svegliarsi al mattino con le palpebre gonfie: un classico del  day after,  soprattutto se la sera precedente ci si è concesse una cenetta luculliana o  se si hanno fatto le ore piccole.  Primo beauty  step:  gettare un po’ di acqua fredda sugli occhi, oppure far scorrere delicatamente un cubetto di ghiaccio, per stimolare la circolazione superficiale e favorire il riassorbimento dei liquidi. Come base per il make up applicare  un gel a base di attivi drenanti, come centella asiatica, hamamelis, escina e manganese, da tenere in frigorifero prima dell’uso, per aumentare l’effetto decongestionante. La prevenzione: la sera, evitare i pasti pesanti, che affaticando la digestione favoriscono i  ristagni di liquidi. E dormire con un cuscino alto, per stimolare il drenaggio. Un rimedio naturale molto utile: preparare una camomilla ristretta o un tè verde e lasciare raffreddare. Imbibire con il liquido due garze di cotone, conservarle  in frigo per un’ora, quindi applicarle sugli occhi per una quindicina di minuti. 


OCCHIAIE BYE BYE
Accentuato dallo stress del super-lavoro, l’alone bluastro  che compare sotto l’occhio è dovuto a un accumulo di sangue venoso e di melanina. Per attenuarlo, la sera  applicare un’emulsione con flavonoidi e vitamina C, che stimolano la microcircolazione e proteggono i capillari, ed estratti botanici, come le  alghe blu-verdi, ricche di vitamina K, che attenua l’aspetto grigiastro dato dai depositi di emosiderina del sangue. Al mattino, indicate le creme a base di arnica, che favorisce il microcircolo, e rusco, astringente. Il make up, poi, aiuta a camuffare l’inestetismo: un rimedio ottico immediato sono i correttori, come quelli fluidi in pennello, da applicare con precisione sui segni scuri.


COME ATTENUARE LE ZAMPE DI GALLINA
La sera applica creme antiage, rigeneranti e idratanti, per esempio con  collagene marino o polidrossiacidi come il gluconolattone, oppure con retinolo (favorisce il tono cellulare), o ippocastano, oli e burri vegetali,  che dinamizzano la microcircolazione e restituiscono  tono e  radiosità alla zona perioculare. La mattina, invece, per distendere i tratti e ricompattare la pelle, ideali i sieri con complessi la cui azione simula quella del botox, oppure a base di precursori dell’acido ialuronico e zuccheri che contrastano la ialuronidasi, l’enzima che “brucia” l’acido ialuronico.  Per la beauty routine, perfette anche le creme con   vitamina E e oligoelementi, antiossidanti, energizzanti e di stimolo per la produzione di elastina. Un rimedio fai-da-te: preparare un’emulsione con 30 ml di olio di jojoba, 10 ml di acqua di rose e 2 gocce di olio essenziale di rose. Applicarla picchiettando dolcemente con i polpastrelli su tutta la zona perioculare, la sera prima di andare a dormire.

mercoledì 3 settembre 2014

LE CURE POST VACANZE PER I CAPELLI






C’è un rapporto causa-effetto tra le recenti esposizioni al sole e il “deprimente” panorama estetico dei capelli. I quali, di solito, sono gli unici a non essersi goduti le vacanze: sbiaditi, opachi, fragili, spesso rivelano anche cadute (metaforiche) di tono (leggi: mancanza di volume) e cadute effettive (maggior effluvio). Come dire: uno stress da rientro in piena regola. 



Sono effetti dovuti, in linea di massima, allo sbalzo termico subito con le alte temperature il quale, riducendo il livello d’idratazione del fusto, ha reso i capelli più aridi e “stopposi”, e della salsedine che, in sinergia con il cloro, ha corroso le punte e aperto le fibre capillari, rompendole e sbiancandone il colore. Una serie di défaillance evidenti, che se il capello è di base sano, rientra nel giro di una-due settimane con un’adeguata beauty routine “costruita” su semplici principi: utilizzo di shampoo ultra-delicati, per esempio con aloe,  betulla, olio di germe di grano o di jojoba; 1-2 maschere settimanali pre-shampoo con ingredienti rinvigorenti e lucidanti, come burro di mango e  semi di lino, oppure con adenosina (molecola che favorisce la crescita), taurina e ornitinia (aminoacidi fondamentali per la vita dei capelli). A seguire:  balsamo sulle lunghezze  e, ove possibile, niente phon. 



Per i restyling in salone più radicali, soprattutto per quelli più aggressivi, come le decolorazioni, meglio aspettare almeno 2 settimane, tempo necessario affinchè il capello riacquisti la giusta idratazione e nutrizione. Consigliati  da subito, invece, tagli e trattamenti riparativi professionali, spesso indispensabili per restituire forma ai capelli provati dal mare e dagli ultravioletti del sole. Ma è sull’aging meno appariscente, tuttavia accelerato dalle aggressioni climatiche estive, che si gioca il futuro della bellezza dei capelli. é ormai ampiamente dimostrato che i raggi ultravioletti, in particolare gli UVA,  accelerino la fase Catagen e Telogen, dunque di morte e caduta del capello, e che le eccessive esposizioni al sole in estate possano rendere  più copiosa la fisiologica caduta autunnale. 

                                                Splashlight

Per un danno di piccola o media entità, utile una cura  extra con antiossidanti naturali che aiutino a decelerare il processo di morte del capello, come ubichinone, licopene, biotina, vitamine E, C, B5, B e B8, sia in integratore, sia in lozione o fiale da massaggiare sul cuoio capelluto per uno-due mesi. Per effluvi più importanti, oltre i 100 capelli circa al giorno, occorrono prodotti (shampoo, impacchi, lozioni) con formule mirate consigliate da un dermatologo e, se necessario, di attinenza medica.


 Non solo una caduta copiosa. Gli stessi raggi ultravioletti che macchiano la pelle possono infliggere uno “stress genotossico” alle cellule dei capelli, con effetto decolorante: in pratica, eccessive esposizioni estive, senza adeguate protezioni, possono favorire non solo lo sbiadimento della colorazione artificiale, ma anche di quella naturale del capello. Quindi possono agire più in profondità sull’efficienza dei melanociti, che imprimono il colore ai capelli, accelerando negli anni l’incanutimento. Poco, se non nulla, si può fare per “riparare” a questo ulteriore danno per il capello: restano, ovvio, trattamenti “di superficie”, vedi colorazioni (tra l’altro oggi sempre più hi-tech e rispettose della fisiologia del capello) e soluzioni antiaging ad ampio spettro, che in ogni caso supportano le capigliature su altri fronti (corposità, forza, lucentezza, morbidezza). 



La corretta alimentazione quotidiana è basilare anche per il ciclo di vita del capello e per contenerne l’aging: oltre a bere adeguatamente e a mangiare 5 porzioni al dì tra verdura e frutta di stagione, per le vitamine e i minerali antiossidanti,  occorrono 2-3 porzioni settimanali di pesce per gli Omega 3 – soprattutto sardine, aringhe, salmone –. Fondamentali gli aminoacidi, come metionina e cisteina, costitutivi delle cheratine dei capelli, da assicurare con due o tre porzioni settimanali di cereali e legumi, due di carne e un bicchiere al giorno di latte

martedì 22 luglio 2014

TRECCINE AFRO: INDOSSARE CON CURA

Bo Derek,1980 by John Derek

Anche sulle spiagge italiane è facile imbattersi in donne africane che realizzano "treccine" a costi modici. Sono acconciature molto comode al mare, perchè assicurano capelli sempre in ordine, ma che hanno un rovescio della medaglia: tendono a indebolire i capelli. Un pericolo che ha un nome ben preciso: "alopecia da trazione". La  tensione prolungata, infatti, traumatizza i bulbi piliferi, fino a provocare la caduta dei capelli. Un danno che, in chi è predisposta, può diventare anche irreversibile. E non di soli danni meccanici: con queste acconciature i raggi UV colpiscono con più facilità il cuoio capelluto, esponendo i follicoli piliferi al rischio di fibrosi e a una conseguente micro-infiammazione che anticipa la caduta e la miniaturizzazione dei capelli. In sostanza, un doppio attacco. 


Non basta.   L'acqua del mare che si asciuga sulla pelle e sui capelli deposita la salsedine, che per osmosi disidrata entrambi. E poi i capelli intrecciati si lavano con maggiore difficoltà, con il rischio di sviluppare forfora, micosi e dermatiti a causa della proliferazione dei lieviti normalmente presenti sul cuoio capelluto. Meglio, dunque, non adottare per troppo tempo queste come  altre acconciature che esercitano troppa trazione (le code di cavallo molto “tirate” sulla nuca, per esempio). Se non si vuole rinunciare, tenerle al massimo per uno o due giorni e preferire quelle aderenti alla teste dalla fronte alla nuca, per distribuire la trazione su una porzione di capelli più ampia e, dunque, per sortire un effetto allentante. Di rigore, applicare protezioni solari su tutte le lunghezze e, per rinforzare idratazione e protezione, spruzzare sul cuoio capelluto   l’olio o la crema solare, anche la stessa usata per il viso e il corpo, ma con minimo Spf 30. 


Per curare ulteriormente i capelli stressati dalle acconciature e dal mix sole-salsedine utile, di tanto in tanto, spruzzare acqua termale, che idrata, abbassa la temperatura cutanea a livello di cuoio capelluto, proteggendolo meglio dai danni da UV,  apportando nel contempo interessanti contenuti in sali minerali al fusto del capello. Per tutti,  a maggior ragione se si adottano questi hair look, opportuno anche  indossare bandane o cappelli in tessuto traspirante, soprattutto durante le passeggiate sulla battigia o l’attività sportiva sotto il sole. In spiaggia, dopo ogni bagno lavare i capelli solo con acqua. La sera, invece, per eliminare sebo e impurità (e tracce di sabbia e sale), irrinunciabile lo  shampoo, con prodotti possibilmente in olio oppure formule ultradelicate, per esempio con aloe  o con altri estratti botanici che idratano e nutrono in profondità, come olio di germe di grano o di jojoba. Naturalmente, non usare il phon, per evitare ulteriori stress ai fusti, ma lasciare asciugare  i capelli all’aria.


domenica 20 luglio 2014

CON LE ALI AI PIEDI


D’accordo l’ebbrezza dei tacchi “grattacielo”, la passione festish per stringhe e laccetti dei sandali superfashion e gli smalti dark d’impronta gotica, oppure pop e coloratissimi, come vanno tanto di moda da qualche stagione. Sono folli (ma comprensibilissimi) amori  che, però, hanno risvolti “hard”, soprattutto per le nostre estremità. Ma, si sa, a mali estremi, estremi rimedi. O meglio: basta affidarsi a  rimedi efficaci e superveloci fai-da-te, inclusi gommage e maschere idratanti, da fare due volte la settimana. Per la prima operazione, passare delicatamente su tutto il piede un esfoliante in granuli. Quindi, fare un impacco con una crema nutriente specifica, per esempio con cera d’api, burro di karitè,  oppure all’olio di jojoba o di argan, che hanno proprietà lenitive e cicatrizzanti. 

TALLONI SUPER LISCI
Le fessurazioni sul tallone si formano perché la zona è molto secca. A giorni alterni fare un pediluvio con acqua tiepida in cui si è  versato un apposito prodotto levigante e idratante, per esempio con urea ed estratti di piante riparatrici e ammorbidenti, come aloe vera e calendula. Dopo circa 15 minuti, con una pietra pomice strofinare i talloni  con lievi movimenti circolari, oppure applicare scrub dedicati.  Dopo aver asciugato accuratamente, applicare una crema emolliente-idrantante specifica, per esempio con allantoina, calcio pantotenato o lichene islandico, oppure con aminoacidi e acido ialuronico.

UNGHIE PROTAGONISTE
Per sfoggiare sandali gioiello  non basta avere i piedi iper-curati: anche le unghie devono essere impeccabili. Se hanno bisogno di un restyling perché sono fragili, si può ricorrere  agli smalti trasparenti ad effetto  rinforzante,  a base, per esempio, di  idrolizzati proteici, vitamine, resine.  La sera, dopo aver tolto il prodotto con un solvente oleoso e  a base acquosa,  applicare una crema nutriente specifica per unghie, con aminoacidi e vitamine. E quando le unghie saranno perfettamente ristrutturate, ci si potrà sbizzarrire con le nuance più accese o la nail art fai-da-te con applicazioni décor.
Ma non dimenticare di segnare in agenda l’appuntamento dall’estetista, per una pedicure professionale e da ripetere ogni tre mesi circa

venerdì 18 luglio 2014

TUTTI AL SOLE (MA ALL’OMBRA DI OTTIMI FILTRI!)


Per molte baby boomers è stata una passione pericolosa, complice la beata incoscienza che, soprattutto nei favolosi anni ’80, rendeva “in” l’abbronzatura estrema e selvaggia. Oggi, le giovani donne, così come gran parte delle stesse magnifiche cinquantenni, grazie anche alla capillare divulgazione scientifica in materia hanno un rapporto più equilibrato verso il sole e la propria pelle (eccezion fatta per  qualche tintarella-addicted!).  



Sole amico. Ormai tutti sanno che il sole è un dispensatore di benessere psicofisico:  mantiene il capitale osseo, stimola il metabolismo, compreso quello dei grassi, e soprattutto innesca la sintesi di vitamina D, sulla cui efficacia anticancro a livello di organi interni, per esempio alla mammella e all’intestino, esiste ormai una discreta letteratura scientifica. Senza dimenticare che i raggi ultravioletti migliorano, tra l’altro, la circolazione capillare dell’epidermide, rendendola  più compatta ed elastica.  Di più: la luce solare riequilibra tutto il sistema endocrino e fa bene “all’anima” (e alla mente!), perché galvanizza l’umore, diminuisce l’aggressività e aumenta la tolleranza allo stress, grazie al maggior rilascio di endorfine endogene.
Sole nemico. Ma resta il fatto che, come ben sappiamo, i raggi UVB scottano e causano gli eritemi, mentre  gli  UVA,  bersagliando in profondità la cute, danneggiano il collagene e l’elastina, favoriscono la formazione di radicali liberi e, di conseguenza il foto invecchiamento. Oltretutto, i danni causati dai raggi UVA sono cumulativi: per questo è importante dosare non solo i tempi e i modi di esposizione nell’immediato, ma anche considerare il bilancio complessivo delle precedenti esposizioni. Così, nel valutare come e quanto esporsi si dovrebbe studiare, meglio se con l’ausilio di un dermatologo, un programma di protezione personalizzato. Un’attenzione che darà i suoi frutti non solo nella prevenzione di problematiche future, ma pure  nel presente,  in termini di colore, durata dell'abbronzatura,bellezza e salute cutanea. 

Of course,  vale poi la regola di spalmare i solari senza parsimonia a ogni applicazione: occorrono almeno 2 mg per cm quadrato di pelle, corrispondenti a circa  5 tocchi di crema sul viso, 8 per il décolleté e l’addome, 5-6 tocchi per le gambe e altrettanti per braccia, 8 per spalle e schiena. Tanto più che non mancano i prodotti all’avanguardia, con texture sempre più sensoriali, freschissime  e con formule ormai capaci di far tutto: frenare l’aging, rassodare e, naturalmente, idratare la pelle.  Un’eccellenza nel sun-care, che trasforma un obbligo (la stesura del solare) in un piacere.  Tra l’altro, molti prodotti, a garanzia di una protezione ad ampio spettro, oggi contengono mix di filtri chimici e fisici fotostabili e sicuri.  Ma per affrontare il sole, oggi le case cosmetiche fanno scendere in campo sostanze e trattamenti complessi che vanno oltre la protezione offerta dai filtri UV. Per esempio, è sempre più frequente l’inserimento nelle formule di  sostanze che migliorano i meccanismi di difesa della pelle e aiutano a prevenire eritemi e intolleranze al sole, come l’ectoina, una molecola scoperta in alcuni batteri che vivono in condizioni ambientali estreme (zone desertiche) e hanno la capacità di salvaguardare le membrane delle cellule. 

venerdì 4 luglio 2014

MAKE UP 3D HOME MADE




MAKE UP 3D HOME MADE

È ancora lei, The Mink, il prototipo della prima stampante casalinga 3D di make up, la novità che anima i  beauty bloggers di mezzo mondo e le chat frequentate soprattutto dalle teenager, che si stanno già organizzando per creare eventi reali e virtuali e per scambiarsi idee e consigli sull’uso di questo vero e proprio “oggetto dei desideri”.  Segno che l’attesa e la curiosità intorno a questo apparecchio  si stanno “auto-alimentando”,  sulla scia della presentazione entusiastica  che Grace Choi, ex   studentessa americana della Harvard Business School, ha fatto della sua “creatura”  agli inizi di maggio, durante il Disrupt di Manhattam (una conferenza sulle nuove start-up tecnologiche). Il funzionamento del marchingegno è semplicissimo: si scelgono le nuance selezionandole in rete, oppure direttamente da una foto o mixandole con Photoshop. La stampante le confronta con un programma specifico,  quindi  basta cliccare il tasto “print” e il cosmetico viene letteralmente “sfornato” dall’apparecchio. Già pronto per l’uso. Attualmente la stampa si limita agli ombretti, ma l’inventrice è certa che presto The Mink sarà progettata  anche in versione multitasking, per la produzione fai-da-te di rossetti, gloss e fondotinta. 


Restano dei dubbi, però, riguardo all’affidabilità della tecnologia e soprattutto alla sicurezza di questi cosmetici prodotti “in casa”, sebbene la proprietaria abbia precisato che gli inchiostri utilizzati sono approvati dall’FDA, l’ente di controllo su farmaci e alimenti americano. La pelle, come noto,  è un organo estremamente reattivo alle sostanze con le quali entra in contatto: non dimentichiamo che i cosmetici, e i relativi attivi e conservanti, immessi nel mercato europeo sono sottoposti a severe regole di controllo, non perseguibili con il fai-da-te”.

Secondo i dermatologi, le perplessità investono, in particolare, il problema della conservazione del prodotto, soprattutto nel caso di rossetti, creme e fondotinta, che hanno una base di grassi vegetali e  resine naturali facilmente ossidabile e degradabile e che l’industria cosmetica preserva con antiossidanti, come l’euxyl. Non solo. Il microclima domestico  non è idoneo alla produzione “fai-da-te”  di cosmetici: può favorire, infatti, lo sviluppo di cariche batteriche piogene, che possono scatenare gravi infiammazioni a labbra e ghiandole labiali, come ha ricordato anche l'America Academy of Dermatology. 

giovedì 5 giugno 2014

UN MAKE UP ESTIVO D'EFFETTO



In estate, concesso osare con il make up. Il bel colore ambrato della pelle, naturale o “virtuale” (da terra o autoabbronzanti), permette di giocare anche con i colori più intensi e più “vitaminici”.  

Partiamo dalla base. Il vero must have dell'estate è la terra colorata, che imprime un colorito più o meno ambrato alla pelle ancora "a digiuno" di sole e che uniforma e intensifica quella già abbronzata. I prodotti di nuova generazione sono miscele di pigmenti e minerali polverizzati di facile stesura e con particelle soft focus che non sottolineano, come un tempo, le piccole rughe. Molti prodotti, poi, hanno palette combinate, con più colori. Se l'incarnato non è ancora abbronzato, si applica la nuance più chiara con movimenti circolari, partendo dalle zone centrali del viso e sfumando verso l'esterno. Poi si usa un tono più scuro su zigomi e contorni dell'ovale, per intensificare il colore. Se, invece, la pelle è già abbronzata, si possono usare sia terre monocromatiche sia terre "combinate", queste ultime tutte insieme, sfumando il prodotto sempre partendo dal centro del viso. E contro l'effetto lucido dell'incarnato, più evidente d'estate per via della sudorazione, soprattutto sulle pelli miste o grasse? Vanno preferiti i make up effetto mat e a lunga tenuta e prima di applicare il fondotinta o la terra, utile stendere un primer opacizzante. Ma attenzione: i primer non vanno utilizzati quotidianamente, perché essendo a base di siliconi possono favorire i comedoni e peggiorare le imperfezioni.


Intensificare e vivacizzare lo sguardo. Soprattutto la sera s’impongono ombretti dai colori primari, esplosivi e dai toni vibranti e squillanti – giallo, verde anice,  turchese,  arancio -,   perfetti per creare  sfumature cromatiche multi-dimensionali. Un trionfo di luce e un uso pittorico e spregiudicato delle tonalità che però richiede una maestria  nelle tecniche d'applicazione, per evitare improponibili effetti  “Lady Gaga”. Se si vogliono sperimentare queste nuances “vitaminiche” e  così accese, si terrà leggera la mano sulle labbra, applicando rossetti o gloss nelle tonalità neutre. Oppure si può giocare sulla dualità, per esempio con una bocca rossa con zigomi sottolineati da un fard arancio ben sfumato, oppure delle guance rosate e palpebre corallo. Tra i must,  spiccano gli ombretti color verde acqua e il viola in tutte le declinazioni. Consigli per l'uso: applicare prima una nuance soft su tutta la palpebre, ad esempio un ombretto color cammello o beige, e poi stendere il viola, il verde o un altro ombretto squillante solo sulla parte mobile. Sulla palpebra fissa, chi ha gli occhi chiari può preferire come base i colori freddi, ad esempio i rosati, l'albicocca, il glicine. Essenziale è il mascara, blu o nero, che conferisce profondità all'iride. 


Make up delle labbra. Per un risultato scolpito, prima del rossetto applicare un tocco di correttore sulle labbra. Per un effetto meno definito, al posto della matita per il contorno labbra si può usare un ombretto satinato sui lati della bocca e poi applicare un gloss. 

martedì 27 maggio 2014

lunedì 26 maggio 2014

SOPRACCIGLIA MUTANTI

Loro, le sopracciglia, hanno spesso rivoluzionato gli schemi della bellezza e segnato epoche e trend: sono state sfalsate, ricostruite e un po’ sprezzanti, alla Marlene Dietrich. Quindi definite e molto charmant, ad ala di gabbiano, come quelle di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. Quasi invisibili, versione Mina, tra i ’60 e i ’70.  Ma mai come oggi si sono viste sopracciglia così mutanti, sofisticate e “vestite” con  look estremi. E soprattutto valorizzate da polveri cromatiche intense o impreziosite da strass, che risaltano ancor di più se l’incarnato è di un luminoso make-up effetto nudo.

Sopracciglia da acrobazie stilistiche, che hanno raggiunto la massima espressione creativa sulle passerelle:  grosse e intense  per creare un inedito contrasto con il dresscode e l’hairlook iper-femminili; folte, con decisi tocchi brown, ma  “pulite” e ben definite o, ancora, con citazioni tra il fantasy e il cartoon, con sopracciglia prima ossigenate e poi colorate  in azzurro, rosa o verde pastello. Esercizi di stile da catwalks da clonare solo per occasioni speciali, perché sono vivamente sconsigliate le correzioni sostanziali (di spessore, lunghezza, curvatura dell’arco), che vanno calibrate al millimetro considerando l’ovale, gli zigomi e persino l’incarnato, per non stravolgere l’espressione del viso. Tanto più che il senso estetico oggi sceglie un arco prevalentemente alto e sopracciglia di media intensità, più folte che sottili, capaci di valorizzare gli occhi, rendendoli più aperti ed espressivi.

 Damon Roberts,   che ha “ritoccato” le sopracciglia di molte celebs, tra cui Madonna e Beyoncè, consiglia, ad esempio, di scegliere una forma ad arco rotondeggiante se il viso è spigoloso; una linea più acuta (la classica ala di gabbiano ma più accentuata) per sfilare gli ovali più tondeggianti. Nel mezzo, naturalmente, c’è tutta la gamma di convessità da giocare in base alla forma del proprio viso.

 Dopo la pulizia con la pinzetta (sempre la parte inferiore, mai quella superiore), si può passare la matita, oppure sfumare un ombretto leggermente più scuro della tonalità naturale delle sopracciglia, per  riempire i vuoti o correggere la forma. Il tocco finale: spazzolare le sopracciglia verso l’alto e l’esterno, per migliorare la definizione dell’arco.

lunedì 19 maggio 2014

CODICE SOLARE: L'ABC DELLA TINTARELLA PERFETTA


L’abbronzatura? Sembra sia proprio una “passione pericolosa”: gli UVA provocano l’aging, gli UVB scottano, le creme solari possono indurre a sottovalutare i rischi dell’eccessiva esposizione,   compreso il melanoma,  che solo in Italia ha registrato  un aumento di casi del 15% rispetto a 10 anni fa. Ogni anno,  con l’avvicinarsi della stagione della tintarella scattano le “raccomandazioni d’uso” degli esperti. I più oltranzisti consigliano di cercare costantemente l’ombra. Quelli più misurati sostengono che l’abbronzatura debba solo essere gestita con molta cura, perché a dosi moderate il sole fa solo bene: tra l’altro, mantiene il capitale osseo e  stimola la sintesi di vitamina D, sulla cui efficacia antinfiammatoria nelle patologie autoimmuni e antitumorali a livello di organi interni, per esempio alla mammella e all’intestino, esiste ormai una discreta letteratura scientifica. L’importante, sostengono gli esperti, è evitare le  esposizioni eccessive e le relative scottature, che hanno indubbiamente un effetto degenerativo sulle cellule. 

Tradotto, significa inseguire l’abbronzatura “evolutiva”, quella del colore guadagnato con esposizioni graduali: dieci minuti il primo giorno, poi mezz’ora il secondo, tre quarti d’ora il terzo e così via. Resta fondamentale applicare un solare adatto alla propria carnagione, mantenendosi sempre su fattori  alti i primi 10 giorni di vacanza se si appartiene ai fototipi meno a rischio (3-4-5) per poi scendere gradualmente,  e  continuando invece sempre con fattori molto alti e alti se  si appartiene al fototipo I e II (occhi chiari, capelli biondi o rossi).  Tutti accorgimenti che assumono ancor più importanza considerati gli shock termici, sempre più frequenti per colpa del global warming – con picchi di temperature elevate e abbassamenti repentini -,  che alterando il film idrolipidico diminuiscono le naturali difese cutanee. Stendere il solare dopo il bagno anche se è dichiaratamente waterproof e riapplicarlo ogni 2 ore usandone sempre una quantità abbondante, pari a 2 mg per cm quadrato di pelle, l’equivalente di un cucchiaio da minestra per il viso e di circa una pallina da golf  sul corpo.


Importante anche la formulazione. Sì agli oli ma solo con fattori protettivi molto alti durante le prime esposizioni, alla crema, per la consistenza ricca, e al  latte, particolarmente adatto per il corpo perché più facile da stendere. Attenzione anche a proteggere adeguatamente la pelle intollerante, che interessa un numero crescente di soggetti, in maggioranza di sesso femminile (30% delle donne): vanno preferiti prodotti formulati con sostanze calmanti e  anallergiche, come isoflavoni della soia e vitamina E e privi di nichel, cromo e conservanti.

sabato 3 maggio 2014

PIÙ DIETE CHE AMANTI NELLA VITA DELLE DONNE


Non sono i diamanti, come sosteneva Marilyn, i migliori amici della donna, ma le diete. O meglio, quello tra le donne e i regimi dietetici dimagranti, più che un’amicizia è un rapporto di amore-odio. Come quello tra amanti,  che in un infinito, estenuante balletto emozionale si cercano e si abbandonano, si ritrovano e si lasciano nuovamente. Sarà per questo che possono più le diete dei partner. Perchè le donne, nel corso della loro esistenza, cambiano più le prime che i secondi, con un rapporto di 2 a 1: 16 regimi dietetici dimagranti contro una media di  8 amanti. Di più: ogni dieta ipocalorica dura generalmente un mese, ma il 27% delle donne getta la spugna dopo una sola settimana e solo il 7% riesce a sostenere  una dieta di mantenimento per più di sei mesi.
Sono alcuni dei numeri emersi da un sondaggio di Forza Supplements, un'azienda inglese che produce integratori e alimenti dietetici. Gli scienziati esperti di alimentazione si sono spesso impegnati a scoprire cause e soluzioni per superare la "crisi" della fase di assestamento delle diete, quando, archiviati i primi, entusiastici momenti, diventa sempre più difficile smaltire i chili in eccesso, perchè il corpo si adatta alla nuova routine alimentare e il metabolismo tende a rallentare.
I ricercatori americani della Virginia Tech di Boston, per esempio, suggeriscono di bere due bicchieri di acqua prima dei tre pasti principali: da un loro esperimento condotto su 48 adulti sovrappeso, sembra sia un utile accorgimento per aiutare il dimagrimento. Com'è riconosciuto sempre indispensabile il supporto dell’attività fisica e d’aiuto l’uso costante di cosmetici, nonchè l’assunzione ciclica di integratori drenanti e  tonificanti. 

martedì 15 aprile 2014

MAKE UP: SUGGESTIONI IN BLU

MAKE UP: SUGGESTIONI IN BLU
Blu: più che un colore è una suggestione. Che ispira il  mare, il cielo terso e azzurro delle giornate di pieno sole, la notte profonda, ma anche i misteriosi e affascinanti Tuareg, gli “uomini blu” del deserto. Ciò che prevale è l'associazione positiva con il sogno, i paesaggi incantati di terre lontane, l'atmosfera della bella stagione. Forti anche i richiami con il genio artistico: è una delle nuance che ha contrassegnato un periodo del grande Pablo Picasso e la preferita da Wassily Kandinsky, il celebre pittore astrattista russo. 
Blu, secondo la cromoterapia,  è il colore della tranquillità, dell'infinito, della calma, della serenità: ha effetti rilassanti, tanto che ai bambini irrequieti è consigliato fare i compiti sotto la sua luce. E blu, in tutte le sue declinazioni e variazioni - da quelle sature e notturne a quelle elettriche e vibranti, passando per le nuance oltremare e turchesi - è un intramontabile must have del make up occhi, in sintonia con la manicure, soprattutto in primavera-estate. Un ritorno a polveri, matite, mascara (e smalti) blu che ha anche un lieve retrogusto nostalgico, che parla di notti da miracolo economico (anni '60) passate a ballare il twist.  E c’è chi sostiene che abbia lo stesso impatto passepartout del nero, per la sua estrema portabilità  ed eleganza, perché è  una tinta che si adatta a tutte le carnagioni e mette in risalto qualsiasi colore di capelli e di occhi (rende più grandi quelli azzurri e intensifica quelli scuri). Non a caso, è stato più volte “indossato” da celebs con caratteri somatici molto  diversi, come  Beyoncè,  Gwyneth Paltrow e  Cameron Diaz.
SGUARDO TOTAL BLU: ISTRUZIONI PER L'USO
Per vestire le palpebre con un look color sky d'effetto, su tutta la palpebra applicare prima una nuance soft, ad esempio un ombretto color cammello o beige, che potrà anche essere perlato o leggermente glitterato per il trucco da sera, e poi stendere la tonalità blu prescelta solo sulla parte mobile. Chi ha gli occhi chiari, sulla palpebra fissa, come base può preferire colori freddi, ad esempio i rosati, l'albicocca, il glicine. 
Essenziale è poi il mascara, blu o nero, che restituisce profondità all'iride.  A contrasto, la sera si può osare un rosa acceso per il blush, che illumina tutto il viso, e un dettaglio fashion, come le ciglia finte lunghissime e viola elettrico. Per le labbra, meglio un effetto ultra soft ottenuto con un rossetto cremoso color carne,  da tamponare con un filo di cipria, oppure  un gloss trasparente.